WHATAFUCK "All My Faces" (Recensione)


Full-length, Independent
(2026)

"All My Faces" รจ un progetto che ruota interamente attorno a Davide Giorgi, autore di tutti gli strumenti e anche della voce. Solo dal vivo il musicista si avvale di session musician per portare sul palco il materiale dell'album. Una scelta che rende ancora piรน evidente il carattere personale del progetto, ma che, ascoltando il disco, mette anche in luce il suo principale limite: una personalitร  musicale ancora poco definita.

I Whatafuck si muovono tra nu metal, alternative metal, industrial e groove, ma lo fanno seguendo coordinate giร  ampiamente conosciute. "Kiss Of Keratis" รจ un buon esempio di questa impostazione: riff pesanti, ritmica molto marcata e aperture melodiche costruiscono un brano che funziona, ma che lascia una forte sensazione di giร  sentito. I riferimenti a band come Slipknot, Static-X e Soulfly sono piuttosto evidenti e Giorgi non sembra particolarmente interessato a cercare una strada diversa.

Il problema si ripresenta anche nel resto dell'album. I brani sono costruiti con una certa attenzione e non mancano energia e peso, ma spesso sembrano il risultato di una formula giร  pronta. Cambiano le atmosfere, cambiano i riff, ma l'impressione generale rimane la stessa e, arrivati alla fine, diventa difficile ricordare un momento davvero caratteristico. Anche "Dead Inside", che prova a mostrare il lato piรน oscuro e introspettivo del progetto, non riesce a cambiare molto le cose. Le emozioni e i temi affrontati sono comprensibili, ma musicalmente vengono espressi attraverso soluzioni ormai molto comuni nel metal alternativo. La voce, essendo anch'essa affidata a Giorgi, รจ forse l'elemento che piรน risente di questa mancanza di personalitร . รˆ corretta e adatta alle canzoni, ma poco riconoscibile e piuttosto impersonale. Non diventa mai un vero marchio del progetto e, considerando che stiamo parlando di un musicista che cura praticamente ogni aspetto del disco, รจ un limite abbastanza importante.

Va comunque riconosciuta a Giorgi una buona capacitร  di costruire un prodotto compatto e coerente. La produzione รจ moderna, gli strumenti sono ben amalgamati e il groove รจ sempre presente. Il problema รจ che questa soliditร  non viene accompagnata da idee altrettanto forti. "All My Faces" finisce quindi per essere un disco ascoltabile, ma troppo legato ai propri riferimenti. Davide Giorgi dimostra di saper gestire da solo l'intero processo creativo, ma proprio questa impostazione rende ancora piรน evidente quanto ci sia bisogno di trovare una voce personale, sia in senso musicale sia letterale. Un lavoro che puรฒ funzionare dal vivo, anche grazie alla presenza dei session musician che affiancano Giorgi sul palco, ma che su disco lascia soprattutto la sensazione di un progetto ancora alla ricerca della propria identitร .

Recensore: Marco Landi
Voto: 5,5/10

Tracklist:

1. Introspective
2. Never Give Up
3. Point of No Return
4. Kiss of Keratis
5. All My Faces
6. I Will Be the One
7. Dead Inside
8. Android (bonus track)
9. Rage of My Memory
10. Religion and Godz (feat. Marco Calabrese)
11. Inside My Space

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