Intervista: NODE
I Node hanno compiuto trent'anni di carriera nel 2024 e hanno sfornato un album davvero ottimo come "Canto VII" che avevamo recensito A QUESTO LINK. Abbiamo raggiunto Gary D?eramo, bassista della band per chiedere come sta vivendo questo momento la sua band e ovviamente per fare qualche domanda sull'ultimo album dei Node. Buona lettura.
01. Ciao, parlaci di come sta andando questo 2026 e del vostro ultimo album.
Canto VII è stato accolto benissimo da critica e pubblico, con recensioni molto più che positive e voti altissimi. Solo in un paio di casi qualche “purista del metallo” ha sollevato dubbi, storcendo il naso nei confronti della nostra scelta di inserire una vena progressive, atmosferica e tecnica nel nostro stile, a discapito dell’aggressività e della potenza. Cosa che, a mio parere, ha solo portato una ventata di freschezza e di ulteriore qualità alla nostra proposta; in verità , aggressività e violenza nel disco ci sono, e molto più di prima. Però sono punti di vista opinabili e li rispetto in pieno, ed è giusto così: se piacesse a tutti, in effetti, sai che noia...
02. Cosa rappresenta il titolo "Canto VII"?
Canto VII è un concept che accomuna, in una similitudine, il settimo canto dell’Inferno di Dante Alighieri agli aspetti sociali e comportamentali del secolo che stiamo vivendo. È molto più che un richiamo, dato che la prima traccia del nostro album inizia proprio con la recitazione delle prime quattro terzine iniziali del canto settimo: il famoso passo del “Pape Satà n”, dove il demone Pluto invoca Satana durante l’ingresso di Dante e Virgilio nel quarto girone, avvertendolo della loro presenza. Il demone Pluto lo abbiamo identificato nella moderna tecnologia di “comunicazione”, quella che quotidianamente ci tiene sotto controllo e detta le direzioni da seguire e i comportamenti da adottare. Essa ci costringe ad abbandonare la spontaneità e la genuinità suggerite dal nostro istinto umano, impedendoci di fermarci a riflettere o a guardarci dentro; ci costringe a correre come pazzi in un mondo oramai sempre più rapido e veloce, dove primeggiare e vincere a tutti i costi è il modus operandi e vivendi prioritario. Da qui deriva lo status symbol del denaro e dell’ostentazione di benessere, spesso mascherato nei social, quelli che noi chiamiamo “The Sacred Theater of Nothingness”, il sacro teatro del nulla. Canto VII è l’analisi di tutta questa involuzione culturale e sociale. Il quarto girone infernale è quello degli avari e dei prodighi, appunto, oltre che quello degli iracondi. Ovunque, intorno a noi, c’è ira e scontro su qualsiasi piano, invece che dialogo e confronto. Tutti pretendono di aver ragione a prescindere, senza discuterne con chi si contrappone, e viceversa. Questo è il risultato dell’allontanamento di ognuno di noi da quella forma di socialità sana fatta di sguardi, di toni di voce e di contatto umano. Viviamo in un vero inferno edulcorato da prodigi tecnologici che ci hanno svuotato dell’essenza dell’essere umano: la condivisione, l’empatia, la compassione e soprattutto il dialogo. Quello sano, quello dal quale si impara grazie alla predisposizione all'ascolto e all'umiltà di apprendere sempre qualcosa di nuovo, anche la più piccola cosa, da chi abbiamo davanti. Perdendo questo, perdiamo di fatto la possibilità di arricchirci costantemente.
03. C'è qualcosa di davvero importante che bolle in pentola per i Node?
Da due anni stiamo portando in giro Canto VII sui palchi di tutta Italia. Abbiamo già suonato a Erba, Bologna, Genova, Vicenza, Frosinone, Foggia, Campobasso, Cremona, Pesaro e Verona. Il prossimo 28 febbraio saremo al Blah Blah di Torino, il 6 marzo al Defrag di Roma e questa estate saremo headliner al Dolometal Festival a Molina di Fiemme, in Trentino, il 30 maggio; il 27 giugno, invece, siamo stati confermati nella bill del Southammer Festival di Castel Volturno (Caserta) insieme a Decapitated, The Haunted e Finbulwinter. Inoltre, stiamo già lavorando al successore di Canto VII e siamo a buon punto: speriamo di vederlo pronto per la fine del 2026.
04. Di cosa parlano i testi di questo album?
Come ti ho detto prima, Canto VII è un concept basato sulla similitudine tra il settimo canto dell’Inferno di Dante Alighieri e la società attuale. I testi parlano dell’imperante mancanza di personalità che ci sta trasformando in persone pervase dalla priorità comportamentale di recitare una parte, solo per essere in linea con una società che non lascia più spazio alla spontaneità e all’empatia (The Sacred Theater of Nothingness). Abbiamo esaminato anche le fasi e i grandi cambiamenti storico-sociali che ci hanno portato a questo "inferno sulla terra", traghettandoci da uno stato di schiavitù a un altro più edulcorato e scintillante (The Wolves of Yalta); la piaga senza precedenti del narcisismo patologico e del culto dell’individualismo amplificati dai social media (iGod e Life on Display); la pericolosissima perdita della riflessione introspettiva e la demonizzazione della solitudine che, come diceva De André, è il miglior veicolo per conoscere se stessi e migliorare il mondo che ci circonda (Resign Yourself e The Cage), fino alla denuncia della perdita di empatia e dell’istinto primordiale a causa della tecnologia, dove anche il sesso oramai è una pratica sempre più iconoclasta e legata a stereotipi visivi (Moan of Pleasure).
05. Dove vorresti che arrivassero i Node? Insomma, qual è il tuo più grande obiettivo?
Il nostro più grande obiettivo è rimanere nella scena ancora per molto tempo, continuando a divertirci. La peculiarità maggiore di questi primi 30 anni è stata proprio il voler migliorare sotto tutti gli aspetti — umani, musicali e professionali — senza mai perdere il gusto di farlo. Guardo spesso i miei colleghi per imparare cose nuove da portare a casa, anche dopo così tanto tempo. Quello che conta davvero è lo spirito del divertimento e del benessere: senza il poter "staccare la testa" dai problemi, la musica perde il suo senso. Fare musica deve far stare bene te, chi suona con te e chi ti ascolta.
06. Quali sono le band che più hanno influenzato i Node e quelle che ancora li influenzano?
Le band sono moltissime, a partire da Carcass, Death, Iron Maiden e Slayer. Ma ultimamente ci siamo fatti trasportare e conquistare anche dal progressive rock degli anni '70, che in Canto VII si sente in molti frangenti. I Node dal 2024 hanno una marcia in più: ognuno di noi vuole dare il meglio in ogni ambito. Nell’ultimo album abbiamo optato per arrangiamenti ricchi di una vena atmosferica votata al prog e al sound dei '70; l'abbiamo abbracciata tutti con un entusiasmo incredibile. È stata una reazione a catena che ci ha guidato verso territori mai attraversati in 30 anni di vita: è stato come rinascere. Io stesso ho arrangiato parti di tastiera con vari synth, Hammond e Mellotron per far risaltare queste atmosfere, magari uscendo dai nostri binari soliti, ma con un divertimento fuori dalla norma!
07. Abbiamo finito, lasciate un ultimo messaggio ai nostri lettori!
Grazie a tutti voi di Hot Music Zine per averci ospitato per questa chiacchierata. Vi invitiamo tutti a visitare le nostre pagine social per restare aggiornati giorno per giorno, ma soprattutto vi aspettiamo ai nostri live per scapocciare e fare casino insieme a noi!
Ci si vede in giro! Stay Metal!
Gary D’Eramo & Node


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