Intervista: NIHILI LOCUS
Ospitiamo sulla nostra webzine una delle realtà più longeve del doom/black metal italiano, i piemontesi Nihili Locus! Autori di un ritorno discografico davvero ottimo come "Semper", che abbiamo premiato evidenziandolo come HOT ALBUM, non potevamo certo non provare ad intervistarli, ed ecco qui ciò che ci ha detto Roberto Ripollino, batterista della band.
1) Ciao, parlaci di come è andato questo 2025 per i Nihili Locus e soprattutto presenta "Semper"!
Ciao e grazie per questo spazio. Il 2025 è stato un anno particolare per noi, lungamente atteso: è uscito il disco e siamo tornati live dopo diverso tempo, oltretutto in un bellissimo contesto come Church Of Crow. Parlare di album di debutto mi fa un po’ effetto dopo tutti questi anni… però purtroppo è così. Direi che SEMPER rappresenta noi, passato, presente e futuro e la volontà di continuare ad esserci. Vediamo se ce la facciamo. Le premesse ora ci sono. Penso che abbiamo raggiunto una certa stabilità e nonostante le divergenze siamo riusciti a concretizzare alcuni obiettivi importanti. Sono fiducioso.
2) Nonostante abbiate realizzato altre releases in passato, solo ora arrivate al full-length. Come mai tutto questo tempo?
Per diversi motivi, legati a problemi e atteggiamenti personali, negli anni abbiamo sempre avuto difficoltà a trovare una costanza. Ora con l’età e con la vita che ci ha dato in qualche modo la stabilità che cercavamo, siamo riusciti ad arrivare a questo risultato. La volontà di ciascuno di noi ha comunque anche giocato un ruolo importante. Sarà la voglia di continuare a fare ciò che ci è sempre piaciuto, finchè avremo la forza di farlo.
3) Parlaci di come nasce solitamente un brano dei Nihili Locus e di come si arriva alla fine del processo di composizione e arrangiamento.
Un brano dei NL nasce da un’idea, che viene poi sviluppata in gruppo. Uno o 2 riff principali, in cui poi ognuno di noi può mettere, altri giri, altre idee e arrangiamenti. Così è per quasi la totalità dei pezzi. In questo modo rimane come un marchio personale su ogni brano, che noi riusciamo a distinguere, ma poi viene “personalizzato” con lo stile NL.
4) Il vostro album gode di ottimi suoni ma comunque ha un fascino oscuro e rivolto alla vecchia scuola dark/doom/black metal . Chi si è occupato di mix e mastering? E come mai avete optato per un suono non troppo moderno?
Abbiamo collaborato con L’OSSARIO. Rob Lo Squalo che ci conosce bene da tempo ed è un amico, ha saputo mettere in musica il suono che cercavamo. Scherzosamente ci definiamo “vintage” e ci piace, per Locus, che il suono rimanga simile a come lo è sempre stato.
5) C’è qualcosa di davvero importante che bolle in pentola per voi? Magari un vero e proprio tour per farvi conoscere meglio o qualcosa del genere?
Ci piacerebbe. Al momento stiamo aspettando che il nostro cantante rientri in pista a seguito di un intervento. Questo ci ha bloccato perché non si sapeva esattamente quando poteva essere fatto. Suoneremo il 25 aprile 2026 in centro città a Torino. Dopo quella data pianificheremo altre date, ma al momento non abbiamo ancora definito nulla.
6) Come definiresti lo stile musicale dei Nihili Locus a chi ancora non conosce la band?
Commistione di death, black e doom metal, che unisce momenti melodici espressivi influenzati da gothic punk e folk medievale in alcune sfumature.
7) Dove vorresti che arrivassero i Nihili Locus? Quali sono le strategie che adotterete per promuovervi al meglio?
Mi piacerebbe produrre ancora qualcosa e fare dei live. Non credo che potremmo dedicarci a tour impegnativi che comportino parecchie date, in quanto le nostre vite attuali non ce lo permetterebbero. Fare quelle poche date giuste all’anno ad eventi come è stato al Church Of Crow e qualche concerto invece dove si riesca a fare tutti i pezzi che meritano essere suonati, tenendo il palco per 60/90 minuti.
8) Quali sono le band che più hanno influenzato i Nihili Locus e che ancora influenzano la band?
The Sisters Of Mercy, Joy Division, The Cure, Protector, Sodom, Bathory, Candlemass, Death, Entombed,Carcass, Sempiternal Deathreign, Napalm Death, Delirium, Darkthrone…
9) Chi si è occupato dell’ottimo artwork del disco?
Francesco Palumbo. Dopo aver tentato invano di mettere su carta un’idea che avevamo in testa per la copertina, molto rappresentativa di quello che era l’attuale situazione della band, abbiamo lasciato fare questo lavoro a chi lo sa fare. Ovviamente non ha deluso, sia nella scelta delle immagini, che nella produzione. Noi ci siamo limitati ad approvare.
10) Che tematiche trattate nei vostri testi?
I nostri testi sono allegorie delle nostre emozioni, di ciò che succede tra la realtà e la personale percezione di essa, solitamente legati a eventi traumatici o peridi di intensa tribolazione.
11) Abbiamo finito, lascia un ultimo messaggio ai nostri lettori!
Ci vediamo in giro nel 2026. Supportateci se quello che facciamo è di vostro gradimento. Per i contatti ci trovare sulle nostre pagine social. Grazie a tutti.
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