BEFORE THE GLOW "Black Rose" (Recensione)


Full-length, Independent
(2026)

Dopo aver recensito i Dramanduhr, creatura di Stefano Eliamo che propone un avantgarde/folk extreme metal molto particolare, ci troviamo ad affrontare un'altra sua produzione, questa volta sotto altro monicker, ovvero Before The Glow. Già con una bella manciata di dischi all'attivo e una carriera iniziata circa quindici anni fa, in questo mese di gennaio 2026 esce "Black Rose", un disco che stravolge ciò che conoscevamo di questo musicista. Ciò che troviamo all'interno di questo album è del rock che sa molto di cantautorato sia italiano che estero, ma anche di quelle produzioni che uscivano qualche decennio fa. Possiamo scorgere influenze da parte di artisti come Cranberries, The Verve, R.E.M e U2 in questo album.

Interessante il fatto che il disco voglia imporsi come opera personale e che non segue i canoni odierni di qualsiasi tipo. Parliamo innanzitutto della produzione, pulita ma non plasticosa, ma soprattutto parliamo del fatto che queste canzoni hanno il dono di unire generi e tempi diversi, con spruzzate di alternative e una buona abbondanza di ballate che sanno molto di nostalgia e moderata tristezza. Infatti "Black Rose" è anche un lavoro intimo, dedicato alla madre dell’artista, un gesto privato racchiuso in un album che parla al mondo e gli si rivolge in modo molto sincero.

Tra le vette di questo album, sicuramente vale la pena di citare la title track, una delle canzoni più rock e belle della tracklist, con un buon tiro ma anche passaggi che sono evidentemente frutto di un animo sensibile, poi il singolo "1983", un pezzo sicuramente più solare rispetto a quello che abbiamo appena citato, e volendo un po' tirare le somme di questo lavoro, forse questi sono i due pezzi che rappresentano le due anime del disco, ovvero quella più rock e quella più introspettiva.

Non mancano anche puntate nell'elettronica, anche se i toni rimangono sempre molto tranquilli, come dimostrano le sperimentali "New York (Closer To Me)" e soprattutto "Dark Highway", mentre le distorsioni quasi stoner di "Granada" aprono poi le porte ad un pezzo che incorpora stili folk arabeggianti e un lavoro ritmico davvero interessante. Per dovizia di cronaca segnaliamo anche l'altro singolo, "Don’t You Let The Sun Kill The Night" che si rivela buono ma non all'altezza dei brani che abbiamo segnalato, che a nostro parere sono i migliori del disco.

In conclusione: "Black Rose" è un album indubbiamente rock e con delle idee che colpiscono per la sincerità con cui sono espresse. A fuoco anche il cantato di Stefano, abile e versatile pur nella costante scelta del cantato super melodico. Forse per il futuro vedremmo bene qualche vocalizzo più graffiante e uno sviluppo delle parti più alternative e rock di un pezzo come "Elements", ma comunque il disco in questione si presenta davvero bene, con tante ottime idee e uno stile proprio. Album consigliato, in special modo se volete qualcosa di nostalgico e che vi accarezzi l'anima e se volete rituffarvi nei generi indie e alternative rock di qualche decennio fa.

Recensore: Marco Landi
Voto: 8/10 

Tracklist:
1) Black Rose
2) Chocolate
3) 1983
4) Don’t You Let The Sun Kill The Night
5) Ash
6) New York (Closer To Me)
7) Exist
8) Granada
9) Elements
10) When The Planes Leave The Ground
11) Dark Highway

Credits:
All songs are written by Stefano Eliamo
“Black Rose” has been recorded, mixed & mastered by Lorenzo Coriglione @ FUTURA Studio – Siracusa, 2020

Line-up:
Stefano Eliamo: Voce, chitarre, basso, batteria, percussioni, synth
Lorenzo Coriglione: Pianoforte
Matteo Blundo: Violino

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