ETHEREAL FLAMES "Myths And Legends Of Our Land" (Recensione)
Full-length, Sliptrick Records
(2024)
Che il true metal sia con voi! L'esordio degli Ethereal Flames è immerso completamente negli anni Ottanta e Novanta dell'heavy e del power metal, non vi è alcun dubbio. In particolare è la scuola teutonica di band come Rage, Running Wild e Grave Digger a venire allo scoperto in questo "Myths And Legends Of Our Land", con otto tracce che richiamano l'epicità e molte volte le melodiue delle band citate, come anche un guitar work che in alcuni frangenti si ibrida anche un po' di speed metal.
D'altronde la voce di Alessandro Binotti (anche chitarrista) non è proprio "vellutata" diciamo, ma richiama alcuni tra i singer più famosi ma anche più grezzi della scena power. I ritmi sono incalzanti ma enfatizzano più l'aspetto epico, piuttosto che spingere in velocità disumane. Canzoni come "The Holy House" o "Restless Knight" sono metal fino al midollo, ma anche ben pensate, costruite su mid tempo rocciosi e melodie di voce orecchiabili (a volte potrebbero udirsi anche influenze alla Sabaton). Gli strumenti sono valorizzati da una produzione piuttosto nitida, e anche il basso si sente e a volte si ritaglia importanti spiragli, mentre le chitarre sono più a loro agio nella parte ritmica, piuttosto che in quella solista, anche se proprio nella seconda canzone che abbiamo citato sopra un bellissimo assolo spezza il brano quasi in due e si protrae davvero a lungo, dando modo di accontentare anche coloro che amano questo tipo di approccio chitarristico. Insomma, gli assoli ci sono, ma una volta tanto è bello sentire una band che imbastisce riff di chitarra articolati e affilati, in piena scuola Grave Digger, volendo citare l'influenza forse più palese in questo album.
Se anche la voce, dobbiamo ammettere, non è sempre perfetta, l'insieme funziona, grazie anche ad un lavoro di tastiera mirato ad enfatizzare alcuni momenti più maestosi, mentre cori a più voci sembrano piacere molto agli Ethereal Flames, e in questo senso basti sentire un pezzo come "The Witch of Farneta", che si apre proprio con dei cori cantati a squarciagola, ma poi ha il pregio di virare su territori diversi, quasi drammatici e dove la band si destreggia molto bene. Un altro pregio di questo album è quello di essere composto da pezzi che non sempre hanno un andamento troppo lineare. Spesso la band cambia mood all'interno dei brani, anche repentinamente, e in questo aspetto entrano in gioco anche parti più tranquille sottolineate da strumenti in acustico.
Un album convincente, questo "Myths And Legends Of Our Land", che si chiude con la bella "Pilato's Lake", altro brano che mette i toni più drammatici al servizio di un pezzo che però accelera e si fa apprezzare anche per le sue melodie che poggiano su una base ritmica più varia e scoppiettante. Non siamo al cospetto di un disco innovativo, ma il metal suonato da questa band sa di genuino ed è fatto con tutti i crismi, quindi li promuoviamo volentieri.
Recensore: Marco Landi
Voto: 7/10
Tracklist:
1. Desperate Girl
2. The Holy House
3. Metauro's Battle
4. Restless Knight
5. The Witch of Farneta
6. Two Sad Lovers
7. The Queen Sibilla
8. Pilato's Lake
Line-up:
Matteo Brillarelli - Bass
Thomas Mencarelli - Drums
Andrea Palmieri - Guitars
Alessandro Binotti - Vocals, Guitars
Links:
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