THE MUGSHOTS "Gloomy, Eerie And Weird" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music
(2026)

Parlare dei The Mugshots significa entrare nella testa di Mickey E.Vil, uno di quei personaggi che sembrano usciti direttamente da un film underground anni ’80: musicista, scrittore, speaker radiofonico, giornalista e soprattutto catalizzatore di idee, collaborazioni e ossessioni sonore. Ed è proprio questa mentalità senza confini che rende “Gloomy, Eerie And Weird” un disco così strano, ambizioso e incredibilmente vivo.

Dentro questo album c’è horror rock, gothic, post-punk, metal estremo, psichedelia e un gusto cinematografico che ricorda certe colonne sonore malate e decadenti. Ma il punto forte dei The Mugshots è che non sembrano mai una band che “cita” influenze: prendono tutto, lo sporcano e lo trasformano in qualcosa di personale.

“Cold Inside” apre le danze con un’atmosfera oscura e claustrofobica, mentre “The Nameless” accelera brutalmente tra riff metallici e tensione teatrale, impreziosita dall’assolo di Andy LaRocque e dalle vocals di Sakis Tolis. “The Empty Park” è puro gothic metal emotivo e stratificato, mentre “Inter Ludus (An Embalmer’s Lullaby Part III)” è il cuore nero del disco: solenne, inquietante e resa ancora più intensa dalla presenza del compianto Mario “The Black” Di Donato e delle tastiere di Tommy Talamanca.

Il bello è che il disco cambia pelle continuamente senza perdere coesione. “Flow, My Tears” rallenta tutto con un mood malinconico e quasi etereo, “Acid Mantra” affonda invece in una psichedelia deviata e allucinata, mentre “It’s My Time”, con Enrico Ruggeri e i Decibel, tira fuori l’anima post-punk della band con un groove che sa di culto underground britannico.

La produzione di Priest è potente ma elegante, mentre il mastering di Dan Swanö dà al tutto quella profondità oscura e cinematografica che serve a un album del genere. E nonostante la quantità impressionante di ospiti — da Trevor Sadist a Fredrik Norrman, passando per Gaye Advert — il disco non perde mai il focus: i The Mugshots restano sempre al centro della scena.

“Gloomy, Eerie And Weird” non è il classico disco metal, né il classico disco gothic. È un viaggio storto, teatrale, oscuro e tremendamente affascinante. Un album che suona come un vecchio horror proiettato in un club underground alle tre del mattino. Ed è proprio per questo che funziona così bene.

Recensore: Hell Awaits
Voto: 7,5/10

Tracklist:
1. Cold Inside
2. The Nameless [ft. Andy LaRocque, Sakis Tolis, Jim Mutilator]
3. The Empty Park [ft. Trevor Sadist, Fredrik Norrman]
4. Nuclear Memento [ft. Angela Busato]
5. Inter Ludus (An Embalmer’s Lullaby Part III)
[ft. Mario “The Black” Di Donato, Tommy Talamanca]
6. Flow, My Tears [ft. Gaye Advert]
7. Have You Seen It Before?
8. Acid Mantra
9. It’s My Time [ft. Enrico Ruggeri & Decibel]
10. Stalking Theme

Line Up:
Mickey E. Vil: vocals, synth
Priest: rhythm guitar, lead and acoustic guitar on 6

Special guests:
Mario Di Donato: vocals and lead guitar on 5; Matt M.: bass on 1,3,4,5,6;
Eye Van: bass on 7,8,9; Jim Mutilator: bass on 2; Erik Stayn: synth on 2,3,6,7;
Angela Busato: synth on 4; Tommy Talamanca: synth on 5; Flavio Carlotti: synth on 6;
Silvio Capeccia: synth on 9; Helgast: drums on 1,2; Gyorg II: drums on 1,4,6,8,9;
Henry Lee: drums on 3,5,7 & acoustic guitar on 2; Andy LaRocque: lead guitar on 2;
Fredrik Norrman: lead guitar on 3; Fulvio Muzio: lead guitar on 9;
Cristiano Mondini: theremin on 7; Sakis Tolis: choir/vocals on 2;
Trevor Sadist: choir/vocals on 3; Leda Stella: choir/vocals on 6;
Gaye Advert: choir/vocals on 6; Enrico Ruggeri: choir/vocals on 9

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