VOID MONUMENTS "Posthumous Imprecation" (Recensione)
Full Length, Blood Harvest
(2026)
Riproposizione del classico OSDM? Non proprio. Per il debutto dei Void Monuments si può fare un discorso differente. Il quintetto russo di San Pietroburgo, anzichĂ© allinearsi ai moderni trend death melodici europei, propone un dark death metal di matrice statunitense. L’atonalitĂ staccata di un death metal che attinge a piene mani da lavori come Legion dei Deicide e Altars of Madness dei Morbid Angel è però fusa ad aperture verso la scuola death metal polacca dei Vader.
Alcuni inserti ribadiscono la rinnovata vitalitĂ di questo death metal primordiale, associabile all’OSDM solo per la centralitĂ del riffing. Le chitarre, vere e proprie motoseghe, si inseriscono sapientemente per creare atmosfera; la batteria, seppur ponderata (l’album non mantiene mai a lungo velocitĂ vertiginose), è funzionale allo scopo e non manca di accelerare quando serve. Il compito delle chitarre è esaltare la tensione drammatica tramite armonie probabilmente figlie della militanza del chitarrista Kreator in band dal sound piĂą black metal come Khashm e Ulvdalir.
Esplosioni frenetiche di energia caotica di stampo floridiano sono talmente selvagge da ricordare certo black/death di marca Archgoat, supportate dai blast della batteria. Le voci del chitarrista e singer Kreator sono mantenute gutturali; parlo di “voci” perchĂ© la tecnica utilizzata è un growl doppiato da un echo scream, una tecnica di cantato “doppia” degna del miglior Glen Benton di Legion.
Un album che non rinuncia alla sua natura gotica e perfino dissonante (alcuni punti ricordano gli Immolation). La menzione d’onore va all’ultima traccia, Father of Sin, in grado di rievocare i piĂą oscuri lavori della band di New York. Alla luce di recenti prodotti artistici come Posthuman Imprecation o Lord of Two Horns dei Drawn and Quartered, dei quali i Void Monuments rappresentano un contraltare piĂą ponderato, misurato e atmosferico, c’è motivo di nutrire grandi speranze per il futuro del death metal.
Voto: 7,5/10
Tracklist:
1. Intro
2. Epitome of Fear
3. Devilish Prophecies
4. Decapitate the Saints
5. Ascent to the Crucifixion
6. Invocation
7. The Sign of Blasphemy
8. Father of Sin
Line-up:
Kreator - Vocals, Guitars
Ivan - Bass
Bestial Barlog - Drums
P. Doom - Guitars
Oleg Malleus - Vocals
Links:
Deezer
Spotify

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