Intervista: TEZZA F.
Il progetto Tezza F. di Filippo Tezza non sembra adagiarsi sugli allori e sforna album a raffica negli ultimi anni, tutti all'insegna del power metal melodico con piccoli innesti progressive, e tutti con una qualità piuttosto elevata. Abbiamo contattato Filippo per saperne di più sul suo ultimo album, intitolato "Echoes from the Winter Silence" e anche per porre qualche domanda più generica sul suo progetto e altro ancora. Buona lettura!
01. Ciao, parlaci di come è andato il 2025 e del tuo ultimo album. Come è stato accolto?
Ciao e grazie per questo spazio! Il 2025 musicalmente ha visto l’uscita del mio nuovo album solista “Echoes from the Winter Silence”, direi che fino ad adesso per quanto riguarda la stampa e le recensioni, l’album è stato ben accolto e ha avuto riscontri quasi tutti positivi, in alcuni casi molto positivi. Su una trentina di recensioni circa, ho visto una sola stroncatura che è arrivata dall’estero, ma accompagnata da una recensione sinceramente raffazzonata e piena di inesattezze. Quindi da questo punto di vista, sono contento del fatto che l’album sia in generale piaciuto. Dal punto di vista delle vendite non posso ancora parlare per conto di Elevate Records perché è ancora presto per avere dei resoconti, però dal mio punto di vista posso dire che ho l’impressione che questa volta l’album sia “partito” un po’ più in sordina. Meno richieste di acquisto alla mia pagina Bandcamp, che gestisco ovviamente io, e in generale un picco di ascoltatori sulle piattaforme streaming molto più limitato rispetto a quanto era invece avvenuto per il precedente “Key to Your Kingdom” del 2024. Ci sta, in questo campo non si può mai sapere come andranno le cose, per quanto si cerchi di pianificare tutto al meglio delle possibilità , organizzative ed economiche.
02. Come mai hai optato per un progetto solista e non per una vera e propria band?
Era stata un’esigenza mia personale quella di volermi esprimere con dei mezzi meno limitati rispetto a quelli che mi dava la mia band dell’epoca. Parliamo dell’anno 2006, da due anni avevo fondato i Soul Guardian con un amico. Con questa band eravamo solo un gruppo di adolescenti che volevano trovarsi, divertirsi, bere birra in sala prove e fare un po’ di casino; in sostanza, tecnicamente eravamo un po’ limitati, sebbene non rinneghi nulla perché i semi della mia formazione come musicista, cantante e compositore, arrivano proprio da quell’esperienza. Però già sentivo che avevo necessità di uno spazio ancor più mio, dove potermi esprimere liberamente e senza queste limitazioni tecniche: volevo quindi essere libero di tentare soluzioni di arrangiamento più complesse rispetto a quelle che adottavamo, ispirato dalle band con cui sono cresciuto. Da ciò è nato il mio progetto solista Tezza F, così un po’ per gioco e per passione, senza alcuna ambizione, con addirittura il mio cognome come monicker per emulare i grandi solisti di quell’epoca come per esempio Luca Turilli ed i suoi album solisti. Ovviamente non ho mai avuto alcuna pretesa di associarmi a musicisti del genere, ahah! Era infatti un progetto che mai avrei avuto in mente un giorno di portare allo scoperto… però poi negli anni ha raggiunto l’interesse di qualcuno ed è successo. Di band poi ne ho avute altre, ma Tezza F è sempre stato il mio progetto di sfogo compositivo più personale.
03. In cosa pensi si differenzi "Echoes From The Winter Silence" dagli album precedenti?
Il nuovo album ha un’aura un po’ più malinconica ed oscura rispetto agli altri dischi del progetto. Intendiamoci, nei miei brani la malinconia, come tipo di mood musicale e lirico, non è mai mancata, tuttavia nel suo ascolto globale e continuativo, ho sentito fin da subito che “Echoes from the Winter Silence” aveva questo ‘fil rouge’ che accomunava un po’ le atmosfere di quasi tutti i brani. Dico ‘quasi’ tutti perché è evidente che i primi due pezzi appartengano ad un’altra categoria, chiaramente, essendo due classici brani power metal up-tempo che si rifanno alla grande scena europea. Altre differenze risiedono nel fatto che, a mio avviso, gli arrangiamenti sono realizzati meglio, più strutturati e molto più a fuoco rispetto al passato, in particolare rispetto ai primi due dischi, dove sicuramente peccavo di esuberanza e minor esperienza rispetto ad ora. In ogni caso non ci sono enormi differenze generali rispetto al precedente “Key to Your Kingdom” del 2024, in quanto i due dischi sono stati registrati assieme, seppur mixati e finalizzati poi in due momenti diversi.
04. C'è qualcosa di davvero importante che bolle in pentola per il tuo progetto per il futuro?
Non parliamo certo di cose di importanza vitale, ma ho diverse cose che ancora vorrei fare e ad alcune di esse sto già lavorando. Nonostante in questo periodo io non sia più attivo live nel metal underground, sono comunque abbastanza ispirato. Sono al lavoro (con calma e senza pressioni particolari) al momento su cinque-sei album, tutti piuttosto differenti stilisticamente tra loro. Il nuovo disco dei Silence Oath, un altro disco black, il prossimo Tezza F, un album in stile gothic rock/darkwave, una symphonic rock opera in gestazione da quasi dieci anni, e un album funeral-doom (progetto non mio, in questo caso). Mi piace coltivare ancora questa forte passione per la musica, che mi ha sempre caratterizzato ed è parte fondamentale della mia vita. Non ho comunque ambizioni particolari, il tempo delle grandi aspettative e dei grandi sogni è finito e mi godo semplicemente i momenti di ispirazione che ancora ho, fin quando un giorno forse si esauriranno, sperando poi che quel che ne esce piaccia a chi ascolta.
05. Come definiresti il tuo stile musicale a chi ancora non ti conosce?
Per questo progetto, direi che parliamo di un power metal melodico che affonda le radici sicuramente nel power europeo anni ‘90, miscelato spesso e volentieri con altre varie influenze che fanno capolino qua e là , dal progressive al black metal, frutto della mia onnipresente passione per la musica a 360° e della mia continua voglia di sperimentare e di metterci del mio, dopo tanti anni passati a scrivere e registrare. Non spiegherei altro. Se queste parole vi stuzzicano e vi interessano, fate l’unica cosa che vale sempre la pena fare: aprite le orecchie e la mente, abbiate curiosità , ed ascoltate!
06. Dove vorresti che arrivasse il tuo progetto e la tua carriera solista in generale? Insomma qual è il tuo più grande obiettivo? E quali sfizi ti sei tolto finora come musicista?
Come ho detto prima, non ho in realtà particolari aspirazioni. Vorrei che la mia ispirazione e passione mi portassero ancora un po’ a comporre e creare musica in là negli anni, ma cerco anche di non farmi illusioni. Quando avevo la band, c’è stato un tempo per le grandi ambizioni, ho avuto bellissimi momenti che ricorderò con gioia (aprire concerti per Kiko Loureiro o per Lacuna Coil, per esempio sono alcuni di questi momenti), ed altri pessimi momenti e delusioni che inevitabilmente arrivano quando ti occupi di musica, perché per fare questa attività ti devi relazionare con le persone, e spesso quelle persone della band negli anni cambiano e ti possono deludere, per vari motivi. Mi piacerebbe ancora avere l’opportunità di esprimermi live con un gruppo, ma a dire la verità se dovesse mai accadere mi piacerebbe che fosse qualcosa di black metal; il power al momento è una dimensione che sento meno mia. Mi dispiace un po’ apparire come pessimista riguardo al mio futuro musicale, perché la musica è comunque da sempre parte integrante della mia persona e mi fa ancora emozionare, ma diciamo che se dopo anni ed anni ancora non hai ottenuto chissà quali risultati, è sempre più difficile sperare di ottenerli, quindi sono ormai molto “ridimensionato” e razionale quando mi viene posta questa domanda.
07. Quali sono le band che più ti hanno influenzato e quelle che ancora ti influenzano?
Visto che parliamo di power metal, genere con il quale sono praticamente cresciuto e di cui sono sempre stato grande fan, ti nomino i sempre miei amati Blind Guardian (la mia band preferita di sempre), ma anche i classici Stratovarius, primi Sonata Arctica, Gamma Ray, Edguy, Avantasia, Rhapsody (nelle varie infinite incarnazioni), Freedom Call, Helloween, Nightwish, Epica, Children of Bodom, Symphony X, Dream Theater (ok, chiaramente queste ultime non sono power in senso stretto, ma sono state altrettanto influenti)… Tutte queste band, e tante altre che ora sicuramente mi sfuggono, senza dubbio ancora oggi mi influenzano nel momento in cui mi metto a scrivere un pezzo con queste sonorità , e sono state importanti anche in passato in ogni fase del mio percorso in questo genere musicale. Poi come avrete ormai capito, ho tante altre influenze che hanno radici anche nel black metal e nelle sonorità più nordiche e malinconiche, ma questa non è sicuramente l’intervista giusta per approfondirle.
08. Abbiamo finito, lascia un ultimo messaggio ai nostri lettori!
Grazie a chiunque abbia dato un ascolto al mio ultimo album “Echoes from the Winter Silence”! Ora, il progetto Tezza F se ne va in letargo per un bel po': sento la necessità di esprimermi in altre direzioni. La mia mente ha bisogno di altro. Il prossimo album è già composto ed in lenta lavorazione, ma si vedrà tra qualche annetto dove mi porterà il vento. Grazie ai lettori e alla redazione per questo spazio!
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