MADVICE "L'Ottavo Giorno" (Recensione)


Full-length, Art Gates Records
(2026)

Ci sono dischi che ti colpiscono al primo ascolto e altri che, senza fare troppo rumore, finiscono per conquistarsi il loro spazio perché costruiti con mestiere, passione e una sincera conoscenza del linguaggio metal. "L'Ottavo Giorno" dei Madvice appartiene decisamente a questa seconda categoria.

A quattro anni dal convincente "Under the Burning Sky", la formazione italiana torna con un lavoro che segna un passo avanti evidente nella propria evoluzione artistica. L'aggressività che aveva caratterizzato gli esordi è rimasta intatta, ma oggi è incanalata in una scrittura decisamente più matura, dove il melodic death metal viene affrontato con intelligenza e senza cadere nei cliché che ormai affliggono buona parte della produzione contemporanea. Ciò che colpisce maggiormente è la capacità della band di alternare violenza e melodia con naturalezza. Le chitarre di Maddalena Bellini costruiscono trame solide e mai banali, mentre il basso di Raffaele Lanzuise non si limita al semplice ruolo di accompagnamento, contribuendo a dare profondità all'intero impianto sonoro. Sopra questa struttura si innestano il growl convincente di Asator e la batteria precisa e chirurgica di Marco Moretti, capace di sostenere continui cambi di atmosfera senza mai perdere compattezza.

Il cuore del disco è probabilmente "The Damnation Between Birth And Death", brano che sintetizza perfettamente la filosofia compositiva dei Madvice. Le continue variazioni ritmiche e melodiche non appaiono mai fini a sé stesse, ma accompagnano un testo che riflette sul destino, sulla sofferenza e sulla ricerca della propria identità. È qui che la band dimostra di possedere qualcosa in più della semplice abilità tecnica: possiede una visione. Anche episodi come "Eternally I Rise" e la title track "L'Ottavo Giorno" confermano una scrittura ormai consapevole, fatta di accelerazioni, rallentamenti e piccoli dettagli che magari sfuggono a un ascolto distratto, ma che emergono con il passare del tempo. È il segno delle opere costruite per durare, non per impressionare nell'arco di pochi minuti.

Naturalmente non è tutto perfetto. La durata complessiva, poco superiore ai ventinove minuti, lascia quasi la sensazione che il disco si interrompa proprio quando ha raggiunto la piena maturità narrativa. Inoltre, in alcuni passaggi la produzione privilegia una pulizia quasi eccessiva, sacrificando un pizzico di quella ruvidità che avrebbe reso certi momenti ancora più incisivi. Sono però osservazioni marginali, che non compromettono il valore complessivo dell'opera.

In un panorama dove troppo spesso il melodic death metal si limita a riproporre formule ormai consumate, i Madvice dimostrano invece di avere personalità e idee. Non stanno ancora riscrivendo le regole del genere, ma hanno imboccato una strada che merita attenzione. Se continueranno a crescere con questa determinazione, il prossimo album potrebbe davvero essere quello della definitiva consacrazione.

Per chi mastica metal da molti anni, "L'Ottavo Giorno" è uno di quei dischi che ricordano una verità semplice: non serve inventare un nuovo genere per scrivere buona musica. Basta conoscere la tradizione, rispettarla e avere ancora qualcosa da dire. I Madvice, oggi, sembrano averlo capito molto bene.

Recensore: Hell Awaits
Voto: 7,5/10

Tracklist:
1. The Ecstasy Of Dying
2. The Legacy Of The Serpent God
3. The Damnation Between Birth And Death
4. Eternally I Rise
5. L’Ottavo Giorno
6. Not Dead Enough (To Feel No Pain)
7. Fossa Lupara

Line-up:
Asator – voce
Maddalena Bellini – chitarre
Raffaele Lanzuise – basso
Marco Moretti – batteria

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