VERSA "A Voyage / A Destination - Round Trip Special Edition" (Recensione)
Full-length, Independent
(2026)
Per celebrare vent’anni di carriera, i canadesi Versa tirano fuori qualcosa che va ben oltre la semplice “raccolta”: A Voyage / A Destination – Round Trip Special Edition è un’opera mastodontica, ambiziosa fino all’eccesso e, proprio per questo, affascinante. Dentro ci sono i due capitoli usciti nel 2022 e nel 2024, finalmente uniti come erano stati pensati in origine, più una valanga di materiale extra che amplia ulteriormente il quadro. Ma chi si aspetta “solo” un album progressive rock, magari incuriosito dalla lunga lista di ospiti, deve ritarare subito le aspettative: questo disco è molto di più. È un viaggio totale, quasi cinematografico, che mescola prog sinfonico, post-rock epico e malinconico, suggestioni classiche, jazz, indie e perfino folk. Il risultato? Un flusso continuo di emozioni, immagini e atmosfere che ti travolge.
Chiariamolo subito: non è un ascolto immediato. Due o tre passaggi non bastano nemmeno per iniziare a capirlo davvero. La quantità di idee, dettagli e sfumature è enorme, e richiede tempo. Ma è proprio lì che il disco vince: più ci entri dentro, più si apre. E a un certo punto ti accorgi che sei davanti a una delle esperienze musicali più immersive e riuscite degli ultimi tempi. Brani come “Pool of the Naiads” o la monumentale “Voyage” (quasi 27 minuti) danno subito la misura dell’ambizione: strutture complesse, sì, ma sempre fluide, mai fredde o cervellotiche. Nella seconda metà, tracce come “Ocean of Storms” e soprattutto “Artemis” alzano ulteriormente il tiro, tra crescendo emotivi e arrangiamenti stratificati che non smettono mai di sorprendere. Il bello è che, pur essendo un lavoro estremamente elaborato, tutto scorre. Non c’è mai la sensazione di un esercizio di stile fine a sé stesso. Anzi: ogni passaggio respira, ogni sezione ha un senso, ogni melodia colpisce. L’atmosfera è il vero cuore del disco: intensa, evocativa, a tratti quasi visionaria. Sembra di muoversi dentro un film, tra paesaggi sonori che cambiano continuamente forma.
Le influenze dei primi anni ’70 si sentono, soprattutto in certe aperture più eleganti e quasi barocche, ma vengono rielaborate con una sensibilità moderna. E quando tutto si allinea – arrangiamenti, dinamiche, melodie – arrivano quei momenti “wow” che ti restano addosso. La forza dei Versa sta proprio qui: nell’equilibrio tra tecnica ed emozione. La componente virtuosa è sempre presente, ma non prende mai il sopravvento. Ha lo stesso peso dell’impatto emotivo, e questa fusione crea un’esperienza intensa, profonda e incredibilmente coinvolgente.
La produzione, curata tra il 2021 e il 2024, è all’altezza dell’ambizione: pulita, dinamica, capace di valorizzare ogni dettaglio senza sacrificare l’impatto complessivo. E i numerosi ospiti aggiungono ulteriore colore a un quadro già ricchissimo. I contenuti extra, tra versioni alternative e materiale sperimentale, sono un valore aggiunto interessante, ma è il doppio album in sé a reggere tutto il peso dell’opera. Ed è un peso importante, sia in termini di durata che di densità.
In definitiva, A Voyage / A Destination non è un disco per tutti. Richiede attenzione, tempo e voglia di lasciarsi trasportare. Ma se gli dai quello che chiede, restituisce tantissimo. Uno di quei lavori che non si limitano a farsi ascoltare: ti portano da qualche parte. E, una volta arrivato, difficilmente ti basta un solo viaggio.
Recensore: Marco Landi
Voto: 8/10
Matthew Dolmage – multi-instrumentalist
Hollas Longton – violin, composer
Jesse Bell – drums, multi-instrumentalist
Janelle Wrona – keyboards, guitars
Guest Musicians:
Jim Grey
Sam Vallen
Nick D'Virgilio
Marjana Semkina
Eric Gillette
Ross Jennings
Lars Fredrik Frøislie

Thank you so much for listening and for the kind words!
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